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Sito ufficiale di Agriligurianet

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  • 12/13/16--15:00: Un Natale tutto ligure
  • La vera tavola natalizia nelle cucine dei liguri: su Agriligurianet puoi trovare le ricette tradizionali e i prodotti tipici. La redazione ti regala un vero e proprio menu natalizio per stupire i tuoi ospiti...

    Procurati alloro, rametti d'ulivo e maccheroni, non dimenticare noci o nocciole e lunghi fili di spago: così puoi arricchire i tuoi addobbi in modo naturale e seguendo la tradizione. Ma che Natale sarebbe senza un ricco pranzo cucinato con i prodotti tipici della Liguria?
    Per riscoprire il gusto del Natale di una volta, la redazione di Agriligurianet ti regala un vero e proprio menu natalizio scaricabile in formato pdf e se sei ancora più curioso e gourmet vai alla ricerca delle ricette tradizionali per stupire i tuoi ospiti.

    Prodotti che, nella tradizione popolare, venivano preparati con largo anticipo: già nei mesi precedenti s'incominciava a mettere da parte le scorte per cucinare le varie specialità da servire durante il pranzo.
    Il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, nelle campagne veniva ucciso il maiale di cui non si buttava via niente: la testa veniva preparata per essere consumata, con focaccia di granoturco o farinata, dopo la messa di mezzanotte del 24 dicembre e con il sangue dell'animale si faceva il berodo (sanguinaccio).

    Il mattino della vigilia le donne preparavano il pandolce e i natalini, lunghi maccheroni di pasta di semola di grano duro lisci e tagliati a "penna".
    Sul piano del focolare ardeva un ceppo d'olivo o d'alloro, che bruciava lentamente fino a Capodanno come simbolo dell'anno che sta per terminare.

    Il giorno di Natale i bambini andavano a comprare il pane bianco di bottega ed era usanza che i negozianti regalassero loro dei torroncini. Sulla tavola imbandita la michetta di pane bianco, da dare ai poveri, era un simbolo propiziatorio che non poteva assolutamente mancare insieme ad altri oggetti come lo scopino di erica, fatto benedire durante la messa di mezzanotte, una manciata di sale e la "cassoa", cioè il mestolo forato.

    Il "capofamiglia" sbarrava le porte di casa per preservare la sacra quiete della famiglia e il pranzo iniziava nel pomeriggio per protrarsi fino a tarda serata. Il primo piatto erano i natalini, solitamente serviti in brodo di cappone con trippa e rondelle di salsiccia che rappresentavano le monete, augurio di prosperità, poi si gustavano il cappone e il berodo con radici di Chiavari lesse. Per finire venivano servite le pere martine sciroppate e il pandolce.
    Quest'ultimo era decorato con un ramoscello d'alloro, il più giovane componente della famiglia toglieva il rametto e tagliava il pandolce, il più anziano serviva le porzioni a tutti i convitati seguendo un rituale preciso e facendo attenzione a mettere da parte una fetta per i poveri.

    Approfondimenti

     

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  • 12/13/16--15:00: Le piante ornamentali
  • Immancabili in ghirlande e addobbi, i loro colori, forma e origini leggendarie sono sinonimo di buon auspicio. Le compriamo per abbellire le nostre case: guardiamole con più attenzione per scoprire la loro storia...

    Il periodo natalizio è rallegrato e adornato da numerose piante che sono ormai parte della nostra tradizione, anche se alcune provengono dalle usanze di paesi lontani. Le riconosciamo nelle vetrine dei negozi, le compriamo per abbellire le nostre case: guardiamole con più attenzione per scoprire la loro storia.

    Due fronde molto simili, accomunate dalle foglie spinate e dalle bacche rosse sono il pungitopo (ruscus aculeatus), i cui rami assomigliano a piccole foglie ovali e pungenti, e l'agrifoglio (ilex aquifolium). Mentre le bacche di quest'ultimo sono leggermente tossiche, foglie e corteccia contengono una sostanza amara febbrifuga per cui erano molto sfruttate nella medicina popolare. Un tempo queste piante venivano usate come amuleti per tenere lontani i sortilegi. Le foglie dure con spine rappresentano una sorta di difesa contro i mali, essendo sempreverdi si crede che il loro benefico effetto persista nel tempo. Le bacche rosse, invece, simboleggiano allegria e speranza di fecondità e abbondanza per l'anno a venire. Gli antichi romani ne piantavano dei ramoscelli nelle vicinanze della casa per allontanare gli spiriti maligni e inchiodavano pezzetti del legno sui carri per rendere sicura la strada e prudente il conducente.

    La pianta augurale per eccellenza nei paesi nordici è il vischio (viscum album). Questo piccolo arbusto dalle bacche bianche è al centro di numerosi miti che ne ipotizzano l'origine. Secondo una leggenda scandinava Baldur, figlio di Odino re degli dei, suscitò l'invidia del genio del male che decise di ucciderlo. Odino comandò a tutti gli esseri di proteggere suo figlio, ma dimenticò proprio il vischio da cui il malvagio ricavò la freccia che uccise Baldur. Accortasi della morte del figlio, la dea Frigg iniziò a piangere: le sue lacrime a contatto con il vischio si trasformarono in perle. Anche i Celti pensavano a un'origine divina: credevano che la pianta nascesse dove era caduto un fulmine, simbolo di una discesa delle divinità sulla terra. Si usa metterne rametti agli usci delle case contro le disgrazie ed è consuetudine baciarsi passandovi sotto, soprattutto se si è fidanzati altrimenti la ragazza rischia di non sposarsi entro l'anno.

    L'ultima pianta delle festività proviene invece dalla tradizione americana: la Stella di Natale è infatti originaria del Messico, introdotta nell'800 negli Stati Uniti e da qui in Europa. Solo ultimamente si è diffusa la consuetudine di regalarla per Natale, quasi come un vero e proprio simbolo. Fiorisce da dicembre a marzo, ma non sono i fiori, giallastri e poco vistosi che giustificano il suo nome scientifico "euphorbia pulcherrima", cioè bellissima. La vera coreografia della pianta è data all'involucro di dodici-venti grandi foglie di colore rosso vivo che la rendono adatta ad adornare abitazioni e vie cittadine per il periodo natalizio. 


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    Nuova procedura semplificata per la raccolta funghi nelle foreste regionali di Testa d’Alpe, Monte Ceppo, Gerbonte, Barbottina, Cadibona, Tiglieto, La Fame, Gottero...

    Per il 2014 la raccolta dei funghi potrà avvenire con una procedura semplificata all'interno delle Foreste regionali di Testa d’Alpe, Monte Ceppo, Gerbonte, Barbottina, Cadibona, Tiglieto, La Fame, Gottero.
    Con la delibera n. 1086 la Giunta regionale ha previsto che per raccogliere in queste zone non occorre più dotarsi di tesserino (come quello che veniva precedentemente rilasciato del Corpo Forestale dello Stato), ma basta effettuare un versamento alla Regione tramite:

    • conto corrente postale 526160 intestato alla Tesoreria regionale;
    • bonifico intestato a Regione Liguria – Genova, codice IBAN IT41G0617501472000000198890

    Il bollettino postale di versamento o il bonifico bancario devono compilarsi come segue:

    • le generalità della persona che effettua la raccolta, anche se minore di 18 anni;
    • la causale "Raccolta funghi nella Foresta di ……" (specificare il nome della foresta dove si intende svolgere la raccolta);
    • le date relative ai giorni in cui sarà effettuata la raccolta.

    Si allega a piè di pagina un esempio di bollettino postale compilato.

    Il raccoglitore dovrà poi conservare e portare con sé la ricevuta di versamento durante le operazioni di raccolta, insieme ad un documento di riconoscimento e dovrà esibire entrambi questi documenti in caso di controllo da parte delle autorità preposte.

    Per quanto gli importi e i limiti di raccolta si confermano quelli dell’anno passato.
    Importi da pagare: 3 euro per ogni giorno e per persona nel caso di soggetti residenti nel comune o nei comuni in cui ricade amministrativamente la Foresta; 7 euro per ogni giorno e per persona per i soggetti non residenti nel comune o nei comuni in cui ricade amministrativamente la Foresta.
    Limiti settimanali di raccolta: al fine di garantire il riposo vegetativo della foresta, si confermano i seguenti limiti settimanali di raccolta: a) nelle Foreste di Testa d’Alpe, Gerbonte, Monte Ceppo, Barbottina, Cadibona, Tiglieto, La Fame, il limite temporale è per i non residenti di 5 giorni di raccolta alla settimana; b) nella Foresta del Gottero il limite temporale della raccolta è di 5 giorni settimanali sia per i residenti nel Comune di Varese Ligure che per i non residenti, con preclusione della raccolta il martedì e il mercoledì.

    Per quanto riguarda i limiti di quantità, i periodi e le tecniche di raccolta, nonché le modalità di trasporto, valgono le disposizioni contenute nella legge regionale n.17/2014.

    Per ulteriori informazioni rivolgersi ai Comandi provinciali e ai Comandi Stazione del Corpo forestale dello Stato competenti per territorio. 


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  • 06/20/16--15:00: Campagna estiva AIB 2016
  • E' attivo il Piano operativo regionale per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi per l'estate 2016. Cos'è il piano di monitoraggio, cosa possono fare i cittadini e come è organizzato in Liguria l'antincendio boschivo?

    In Liguria quest'anno la campagna estiva antincendio boschivo prende il via il 15 giugno, giorno in cui si attivano le diverse iniziative volte alla prevenzione e alla lotta contro gli incendi boschivi. Tutte le attività si protrarranno fino al 30 settembre.
    Il Piano operativo regionale 2016 si articola in diverse azioni:

    • impiego dei volontari Aib nell’azione di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi all’interno del Sistema regionale antincendio boschivo in stretta sinergia con il Corpo forestale dello Stato;
    • l’impego di due elicotteri della Regione Liguria per attività di spegnimento - dislocati al Cristoforo Colombo di Genova e all’elisuperficie di Imperia - oltre a un terzo velivolo posizionato da luglio a Imperia o a Borghetto Vara;
    • la sala operativa unificata permanente 24/24h per 365 giorni all’anno, gestita dal Corpo forestale dello Stato, che risponde al numero verde regionale Salvaboschi 800.80.70.47 e al numero di emergenza ambientale del Corpo forestale dello Stato 1515;
    • una campagna di comunicazione con cartellonistica dedicata che sarà distribuita a tutti i Comuni liguri;
    • continuano il gemellaggio con i volontari della Lombardia, con 20 unità operative nelle basi di Imperia e Borghetto Vara, l’accordo operativo con Regione Piemonte, la collaborazione per le procedure di confine con la Toscana e attività di supporto per la sala operativa unificata della Emilia Romagna

    Nel 2015 gli incendi boschivi in Liguria sono stati 227 e 67 sono già stati registrati nei primi sei mesi del 2016. “Guardando lo storico del fenomeno sul nostro territorio – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo dell’Entroterra Stefano Mai – si rileva una sostanziale e costante flessione dovuta al potenziamento delle attività di prevenzione svolte dai 1.800 volontari Aib presenti capillarmente sul territorio e organizzati in 175 squadre oltre che alle mutate condizioni climatiche”.

    Approfondisci su:

    Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi

    Materiale informativo prodotto dalla Regione

    - Esercitazioni antincendio maggio 2016


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    Entra in vigore da quest'anno il nuovo testo unico per gli esami di caccia per l'abilitazione all'esercizio venatorio. Lo ha stabilito la giunta regionale su proposta dell'assessore regionale alla Caccia Stefano Mai. “Il nuovo testo unico – spiega l'assessore Mai - è stato realizzato con il contributo scientifico di Anton Maria Magnarin e sostituisce il testo precedente del 2007, oramai superato sia sotto il profilo giuridico sia metodologico”.
    Il nuovo testo per l'esame per la licenza di caccia, scaricabile gratuitamente nell'apposita sezione  di questo sito, affronta tutte le materie di cui è richiesta approfondita conoscenza da parte di chi abbia intenzione di praticare attività venatoria in Liguria: dalla legislazione venatoria al riconoscimento delle specie cacciabili, dalla conoscenza di armi e munizioni da caccia alla tutela della natura e principi di salvaguardia delle produzioni agricole, fino alle norme di pronto soccorso.

    “Abbiamo anche approvato – aggiunge l'assessore Mai – le disposizioni per il riconoscimento della qualifica di guardia giurata volontaria venatoria e ittico-ambientale, resesi necessarie a seguito del riordino delle funzioni e il conseguente passaggio delle competenze dalle Province alla Regione. Abbiamo quindi uniformato, a livello regionale, le procedure per rilascio delle qualifiche e dei titoli, che prima erano in capo alle province e potevano contenere differenze da territorio a territorio. Con le nuove disposizioni viene garantito che il servizio di vigilanza volontaria possa continuare ad essere svolto senza soluzione di continuità”.
    Per il rilascio del titolo, sarà necessario essere in possesso dell'attestato di idoneità tecnica allo svolgimento delle mansioni di guardia giurata volontaria ottenuto dopo il superamento del relativo corso di formazione previsto.
    “Sono anche valutati – spiega l'assessore Mai - diversi requisiti e saranno anche richieste una buona condotta morale, l'assenza di gravi e reiterate carenze nella stesura di notificazioni di atti e processi verbali o violazioni delle modalità operative per l'esercizio coordinato delle funzioni”. Il procedimento terminerà con il provvedimento di riconoscimento della qualifica o il rinnovo dello stesso, con l'adozione di decreto da parte del dirigente del settore politiche della montagna e fauna selvatica. Regione Liguria coordinerà le azioni sul territorio anche nell'ottica di ottimizzare le risorse disponibili.


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    In tutta la Liguria

    A causa della particolare aridità, assenza di piogge e delle condizioni climatiche che tendono a favorire l’insorgere di incendi, con il Decreto n.589/2018 è stato dichiarato lo <strong>stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio della Regione Liguria</strong> a partire dalle ore 00:01 di sabato 4 agosto 2018, fino a cessazione dello stesso.
    È pertanto vietato accendere qualsiasi tipo di fuoco, per esempio per bruciare materiale vegetale derivante da lavorazioni agricole, così come usare attrezzature che possono provocare scintille.
    Si raccomanda inoltre di seguire le dieci semplici regole che servono per non mandare in fumo il patrimonio boschivo, che ricopre oltre il 70% del nostro territorio.

    Ricordiamo che in questo caso la legge regionale n. 4/1999 prevede che: durante il periodo di grave pericolosità in tutti i boschi e nelle superfici di cui all'articolo 2, comma 2, lettere a), b), c), d) ed f) nonché in ogni altra parte del territorio in prossimità dei boschi nella quale possa esservi pericolo di incendio è vietato: accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace, fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo di incendio.

    In particolare:
    - Art. 2 comma 2 lettere a), b), c), d) ed f): a) gli appezzamenti di terreno che, pur in possesso dei requisiti di cui al comma 1, distano da altri appezzamenti boscati almeno 50 metri misurati fra i margini più vicini e hanno una larghezza media inferiore a 20 metri, indipendentemente dall'estensione della superficie, ovvero non superano l’estensione di 5.000 metri quadrati, indipendentemente dalla larghezza media; 
    b) gli appezzamenti di terreno terrazzati e gli altri appezzamenti agricoli coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, quando sono oggetto di recupero alla precedente finalità produttiva agro-pastorale, salvo che tale attività sia vietata da specifiche misure di conservazione per le aree rientranti nella Rete Natura 2000; 
    c) i prati e i pascoli arborati il cui grado di copertura arborea non superi il 50 per cento della loro superficie; 
    d) i castagneti da frutto purchè razionalmente coltivati e aventi i requisiti indicati nel regolamento di cui all'articolo 48; 
    f) i filari di piante, i vivai, i giardini e i parchi urbani. 

    In caso di incendio boschivo chiamate il numero unico di emergenza 112 o il numero verde regionale “il Salvaboschi” 800.80.70.47 


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  • 09/20/18--07:24: Fattorie aperte 2018
  • Sabato 29 e domenica 30 settembre laboratori gratuiti per grandi e piccini!

    Mostrare ai bambini dove e come nascono gli alimenti che vedono sulla tavola ogni giorno, raccontare i saperi della terra e del mare, insegnare loro a creare qualcosa di buono e sano con le proprie mani è un’esperienza formativa fondamentale.
    Le fattorie didattiche coinvolte nella manifestazione Fattorie Aperte, che usualmente svolgono attività didattiche e divulgative per le scuole nel campo dell'educazione alimentare, dell'agricoltura e dell'ambiente, offriranno laboratori e percorsi didattici per scoprire i segreti dell'orto, del bosco, degli oliveti, dei vigneti e degli animali.
    Anche quest'anno alcuni ittiturismi offriranno laboratori per scoprire i segreti del mare e della pesca.

    Sabato 29 e domenica 30 settembre 2018 saranno due giorni imperdibili. In caso di maltempo la manifestazione "Fattorie Aperte 2018" viene rimandata a sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018.

    Parte integrante dell’evento è il concorso fotografico "Scattiamo... in fattoria".

    L’iniziativa “Fattorie aperte” è organizzata dalla Regione Liguria, in collaborazione con Unioncamere, l’Ufficio Scolastico Regionale, le organizzazioni professionali agricole (CIA, Cisl- UGC, Coldiretti e Confagricoltura) e della pesca (Coldiretti-Impresa pesca, ConfCooperative e Legacoop).

    Le fattorie didattiche offrono, tutto l’anno, attività e laboratori rivolte alle scuole. Attraverso le visite in fattoria si crea un'opportunità di sviluppo per le stesse attività agricole promuovendo il turismo "scolastico" in ambito rurale e valorizzando i prodotti tipici e di qualità. Le attività didattiche che si possono svolgere in una fattoria vanno dalle visite guidate, a vere e proprie giornate dimostrative: le aziende si trasformano in veri e propri laboratori del fare e del gustare. Le visite in azienda possono essere integrate e completate organizzando incontri preliminari in aula. 

    Le attività di Fattorie Aperte 2018 sono gratuite e per poter partecipare ai laboratori e alle visite è necessario prenotare contattando direttamente la fattoria o l'azienda ittica interessata. Per informazioni: www.lamialiguria.it


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  • 11/06/18--09:46: Oleoturismo a Olioliva 2018
  • Vuoi immergerti nel meraviglioso viaggio del gusto, attraverso la storia dei nostri affascinanti oliveti?

    Partecipa anche tu al tour di sabato prossimo, 10 novembre 2018, telefonando entro giovedì 8 novembre 2018 ai numeri +39 010 5488709 – 010 24852203 – 010 24852205, oppure iscrivendoti direttamente presso lo Stand istituzionale della Regione Liguria in Calata Cuneo ad Oneglia nella giornata di venerdì 9 novembre 2018 dalle ore 10 alle ore 19.

    Per saperne di più guarda la locandina in allegato.


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    Grande apprezzamento di pubblico per l’itinerario di Oleoturismo organizzato da Regione Liguria nella giornata di sabato 10 novembre 2018

    Purtroppo il tempo non ha aiutato; nonostante questo il tour pomeridiano è stato organizzato senza intoppi e con grande soddisfazione dei partecipanti, che hanno potuto entrare in un vero uliveto, provare l’esperienza della bacchiatura e della raccolta delle olive, oltre a visitare un frantoio e il museo dell’olivo, il tutto condito da sapienti racconti sul significato della coltivazione olivicola ligure, ardua e faticosa, e, proprio per questo, eroica e dal prodotto qualitativamente elevatissimo.

    L’Assessorato all’Agricoltura sta promuovendo l’Oleoturismo presso le aziende olivicole perché crede fermamente nella storia e nella cultura delle cultivar regionali, che possono trasformarsi in un grande attrattore turistico per tutti coloro che sono alla ricerca di turismo esperienziale.


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